A 40 anni dalla tragica alluvione del 1966, il territorio Toscano è ancora soggetto ad un elevato rischio idraulico: non tutti gli insegnamenti di quei giorni sono, infatti, diventati immediato e diffuso patrimonio comune.
E’ anche da questa fragilità territoriale che deriva l’attuale centralità della pianificazione di procedure da attuare in caso di emergenza e contenute nei Piani di Protezione Civile. Ed è proprio in occasione del 40 anniversario dell’Alluvione del 1966 che la città di Pisa può presentare il suo primo Piano di Protezione Civile quale strumento di tutela della popolazione, del territorio e del suo patrimonio storico, artistico e culturale.
Un Piano frutto di un lungo lavoro condiviso da oltre 40 Enti con diverse competenze in ambito di intervento di emergenza. Un Piano che affronta i diversi rischi del territorio (idraulico, sismico, incedi boschivi, allagamenti ed annegamento in mare), codifica le procedure di intervento in caso di emergenza, definisce le diverse competenze e specifica le misure di controllo operativo in corso d’opera.
Un Piano all’avanguardia perché studiato ai sensi della nuova Legge Regionale n° 67 del dicembre 2003.
Un Piano ovviamente perfettibile che costituisce, tuttavia, un importante punto di riferimento per Enti ed Associazioni di Volontariato operanti nel settore.
Ed è proprio il riconoscimento del ruolo del Volontariato, su cui si fonda buona parte del sistema di intervento in caso di emergenza, che probabilmente rappresenta la principale valorizzazione di quanto spontaneamente accaduto nei giorni dell’alluvione: un flusso di energia positiva, nata dal cuore, che opportunamente associata ad una intensa preparazione è divenuta, oggi, cardine di ogni politica preventiva e di tutela sociale.
Con la presentazione di questo Piano comincia il lungo percorso di informazione e formazione del cittadino che è parte integrante del sistema di Protezione civile e la cui consapevolezza d’azione nel momento dell’emergenza costituisce il primo efficace presidio di difesa e di efficace risposta alle calamità.
La predisposizione dell’opuscolo divulgativo e del CD, presentati nel convegno del 3 Novembre prossimo insieme al libro di Giuseppe Meucci che ben riporta alla mente i giorni dell’alluvione del 1966, costituisce una prima tappa di questo lungo percorso.